sabato 3 maggio 2008

Testimonianza di Silvia, Angela, Nicolina

Ci sono cose che nessuno ti dirà....


Se il buon giorno si vede dal mattino... un caso avverso ha fatto sentire la sua influenza fin dalle prime ore.
CASUALMENTE di tutti i pullman che normalmente coprono la tratta Napoli- Roma non è partito nemmeno uno.
CASUALMENTE tutti i treni che collegano la Calabria e la Sicilia a Roma sono stati dirottati su Napoli, facendolo diventare l’unico nodo di collegamento tra il Sud e Roma.
CASUALMENTE le ferrovie dello stato hanno deciso di non far partire nessun treno inter-regionale (l’unico accessibile alle tasche di noi poveri studenti e lavoratori) fino alle 12:30, orario in cui sarebbe dovuto partire il treno che da sempre conduce i giovani al concerto del primo maggio.
CASUALMENTE dopo diversi controlli i ragazzi, quasi tutti muniti di biglietto, hanno saputo che il treno delle 12:30 era stato soppresso.
CASUALMENTE c’è stato un passaggio di status da semplice passeggero a criminale. A conferma di ciò, il trattamento che c’hanno riservato, perché per salire su un treno c’hanno fatto attraversare due cordoni della polizia per il controllo dei biglietti.
FINALMENTE la sorte sembra girare. Si parte: destinazione Roma! 1 Maggio stiamo arrivando!!!
Ogni impedimento alla partenza sembra essere risolto, tutti hanno il biglietto, sebbene il controllo si fermi a metà treno. Ma visto che le cose sono destinate a non filare lisce, si è deciso in automatico che la restante parte del treno non è munita di biglietto (peccato che io ci sono con le tasche alleggerite di 10,50€, prezzo del biglietto). E per questo meritiamo tutti d’essere puniti: il treno si ferma ad Aversa.
CASUALMENTE veniamo fermati proprio ad Aversa. Stazione morta della zona Casertana, facilmente aggirabile dal traffico ferroviario.
INCUBO E MENZOGNA Per i primi 20 minuti continua a regnare nel treno l’euforia, e la stazione di Aversa è in piena attività (3 treni in 20 minuti). 16:50 il treno inizia a svuotarsi, i ragazzi stanchi di aspettare scendono giù e inizia la protesta.... il treno non può partire perché noi non abbiamo il biglietto... ma oltre a criminali tra di noi ci sono anche degli abili falsificatori... che dal nulla fanno comparire i loro biglietti. Scattano le denunce a tutto spiano per interruzione del pubblico servizio. Smontata l’accusa di "viaggiatori a scrocco" si rincara la dose: "i giovani del SUD sono facinorosi e violenti, e per loro niente Roma". Ci rendiamo conto di essere stati scaricati nel buco nero della rete ferroviaria. Non possiamo andare avanti, né tornare indietro, siamo ostaggi e non sappiamo come farci sentire. Per questo cerchiamo di capire cosa succede al binario 2, ma la nostre intenzioni vengono subito frustrate visto che le ferrovie dello stato hanno già pianificato l’esclusione della stazione dal traffico ferroviario. La stazione intera, infatti, viene isolata.
Presi come topi in gabbia cerchiamo di stabilire contatti con l’esterno. Le nostre madri sono state coinvolte loro malgrado nell’operazione, passando da mestoli e fornelli a tastiere e mouse per inviare e-mail all’organizzazione del concerto del 1 Maggio (che casualmente proprio quest’anno ha deciso di farsi il vuoto intorno, eliminando la lettura dei messaggi e delle e-mail in diretta) per far sapere del dirottamento dell’interregionale Napoli- Roma. Oltre alla mancata lettura l’organizzazione si fa viva con un messaggio di simulata solidarietà: "Ragazzi siamo solidali nei confronti delle persone che si trovano in questa difficile situazione, stiamo raccogliendo informazioni precise su quanto ci avete riferito. Siamo con voi." . Pare però che il nostro rapporto con l’informazione non sia destinato a migliorare. In tarda serata si fa viva qualche telecamera, che però stritola nei propri ingranaggi la verità. I biglietti e le interviste vengono cancellati, e quello che appare è un treno di rivoltosi appartenenti ai centri sociali napoletani che creano disagi. Se non sappiamo come far uscire le informazioni non sappiamo neppure come ottenerle. L’unica certezza che abbiamo è che l’ordine di tenerci bloccati ad Aversa parte "DALL’ALTO" da ROMA precisamente e non dalla questura di Caserta che invece ha tutta l’intenzione mandarci via.
IL RITORNO come ultima speranza per tornare a casa vediamo comparire 7 pullman, che portano i rivoltosi (senza rivolta, però, che pur essendo stati spinti sull’orlo dello sclero, hanno lasciato tutto in perfetto ordine) a Napoli, pagando un’ulteriore biglietto di 1,80. Tra pianti, rabbia, frustrazione, delusione, incredulità è terminato il nostro viaggio verso Roma, ma è iniziato il nostro viaggio nella conoscenza dei giochi di potere, degli abusi di forza, di cui è difficile avere consapevolezza. Per questo RINGRAZIAMO coloro con questo sopruso ci hanno fatto uscire dal letargo.
ANGELA, SILVIA, NICOLINA.


Ringraziamo le solerti Angela, Silvia e Nicolina per la stestimonianza,
lo Staff

1 commento:

stenk ha detto...

salve a tutti. io non c'ero, ma avrei dovuto essere lì insieme ad amici, che mi hanno prontamente avvisata dell'accaduto. è incredibile non tanto che un treno non sia arrivato a roma (si sanno i casini che succedono il primo maggio) ma io una cosa del genere non l'avevo mai vista nè sentita: trasportare il "carico merci" in deposito fino a nuovo ordine...e soprattutto è allarmante che nessun media sia stato mobilitato! non si possono fare illazioni di tipo politico...bisogna fare qualcosa, oltre a denunciare le ferrovie dello stato! bisogna informare l'opinione pubblica, se ancora esiste in questo Paese, e combattere la MINIcampagna di disinformazione operata dalle ferrovie. spargete la voce oltre i blog ragà, qualcuno ha già provveduto a far arrivare la notizia a giornali nazionali?